La natura che ci accompagna

Qui si vive ancora con i tempi della Natura. Un vivere lento, che segue un tempo che si ripete ogni anno, cambiando solo se cambia il tipo di clima, nei secoli. C’è il mondo dell’acqua dei torrenti, a partire dall’Argentina, già regno dell’anguilla. Poi ci sono gli orti e subito gli olivi, posti su terrazzamenti. Si vincono così i pendii ripidi, ma lì bisogna salire e lavorare. Quando Grace Mary Crowfoot è qui ci sono ancora le coltivazioni di frumento e di altri cereali e castagneti coltivati. Le sue indagini si sviluppano poi in un mondo profumato di Mediterraneo, con lentisco, erica, il cui legno è ottimo per realizzare pipe. Ancora, corbezzoli con i frutti rossi e le ginestre dai fiori gialli a giugno. Il bosco fitto è di lecci e di roverelle. Infine si aprono i prati per l’erba da sfalcio e pascoli. L’ambiente è vivo, con decine di volatili che osservano tutto, giorno e notte. Merli, capinere, picchio, cuculo e, provenienti dalle cime, l’aquila reale, il biancone e la poiana. Oggi, anche il grifone. La luna sola accompagna il volo di gufi, barbagianni, civette, assioli. Li si ascolta nelle notti estive. Di notte la faina e la donnola cercano di entrare nei pollai. La volpe si aggira un po’ dovunque. Se pensate che il tasso sia imbranato, no..non lo è, è pure veloce. Grace avrà visto lo scoiattolo rosso salire rapido sugli alberi, mentre non poteva vedere caprioli e cinghiali. In quei tempi erano scomparsi da queste parti e ora sono tornati numerosi. Meno coltivazioni, più bosco, più animali. È il caso dei lupi. Non è facile vederli, ma li sentite. Nel primo Novecento erano scomparsi, ora sono tornati. Non abbiate timore, infine, dei rettili. Serpenti ce ne sono e scapperanno via veloci. È il caso del colubro dei riccioli, molto raro, mentre da quote più alte è ormai qui il colubro lacertino, amico dei pastori in alpeggio perché guardiano del formaggio. Un divoratore di topi che ormai vanno cercati da queste parti. Un mondo che cambia anche se potrebbe sembrare sempreverde.

Badalucco un vivere lento

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