Una storia antica come quella dell’Uomo
Situato nella media valle Argentina e attraversato dal torrente omonimo, l’abitato di Badalucco si presenta con un evidente aspetto medievale. La sua storia è però ben più antica. Questo territorio è stato abitato da popolazioni dedite alla pastorizia sin dalla media età del Rame (circa 4500 – 3800 anni fa). La conferma arriva proprio dai ritrovamenti di resti umani nella tana Bertrand sulle pendici del monte Faudo.
2600 anni fa circa, in piena età del Ferro, si moltiplicano i luoghi abitati. Sono di solito collocati in punti strategici e ben difendibili. Di questi, uno si trovava forse sopra la località Carcagnea, dove oggi vi sono antichi frantoi e il bivio stradale per la valle Oxentina. Un altro era sull’altura di Campo Marzio, già nel comune di Taggia, poi divenuto fortificazione bizantina, vecchia di 1400 anni.
Badalucco, per come lo si può vedere oggi, nasce perché c’è un castello. Il punto fortificato si trova dove oggi è la chiesa di San Nicolò, in cima all’abitato e in posizione dominante. Si tratta del castello di conti di Ventimiglia, risalente a ben 900 anni fa. Dopo un secolo il conte Oberto è così debole che vende tutti i suoi diritti al Comune di Genova. Sarà quindi Genova a controllare la valle Argentina, prezioso collegamento tra la costa, le Alpi e la fertile Pianura padana. Badalucco vive di agricoltura (vite, frutta, cereali, castagne, legumi, ortaglie e infine olivi, tanti olivi), di artigianato, di commercio, di pastorizia invernale, dato che in primavera è punto di passaggio di greggi e mandrie che vanno in alta quota.
Il governo genovese e poi quello imperiale francese (1805-1814) lasciano posto ai Savoia. Lo sviluppo economico e sociale di Badalucco, una capitale dell’entroterra ligure occidentale, è continuo. Siamo ormai sotto il Regno d’Italia quando, tra il 1906 e il 1909, Grace Mary Crowfoot passeggia curiosa tra i carrugi di Badalucco. Lei è la pioniera che scopre alcuni resti umani nella grotta Bertrand. Sappiamo che il paese ha circa 2000 abitanti e molte attività: vi sono quattro albergatori, due avvocati, il farmacista, tanti calzolai, sarti, fabbri ferrai, falegnami, il macello. Una città, appunto.
La stessa città che sarà travolta dalla seconda guerra mondiale, teatro di scontri tra partigiani e nazifascisti, che incendiano case e distruggono il ponte di Sant’Antonio e la chiesa della Madonna degli Angeli. La battaglia più sanguinosa si svolge il 25 settembre 1944, quando i partigiani, guidati da Arturo Secondo, detto Artù, aprono il fuoco su una colonna di fascisti e tedeschi che avanzava per compiere una spedizione punitiva. La formazione nazifascista si arrende e i partigiani conseguono un’importante vittoria. Il distaccamento di Artù partecipa con la brigata imperiese “Garibaldi” alla liberazione di tutti i presidi costieri nell’aprile del 1945.
Il trauma della guerra viene superato con la forte coesione popolare e l’amore per il lavoro. Oggi Badalucco è un luogo noto per la sua gioia di vivere, la popolazione affabile e divertente, i suoi prodotti tipici e il suo patrimonio architettonico e artistico.

