Grace Mary Crowfoot
Una donna dal futuro
CHI è G.M. Crowfoot?
Grace Mary Hood, detta Molly, nasce nel 1877 a Nettleham nella contea inglese del Lincolnshire. Prima di sei figli, cresce in una famiglia religiosa e ricca di interessi, dalla musica all’archeologia, una passione che Molly condivide con il nonno, collezionista di antichità egizie, che la mette in contatto con i più importanti archeologi del tempo.
Insieme alla sorella Dolly viene educata in casa, ma completa la sua istruzione a Parigi, dove studia il francese, musica e disegno, specie botanico. La sua naturale curiosità viene accresciuta dalle nuove esperienze, senza accontentarsi di una conoscenza superficiale approfondisce ogni nuova materia. Alla morte del padre nel 1897, ha l’opportunità di iscriversi a Oxford, ma la madre, che non vede la necessità di continuare gli studi per una donna, lo impedisce.
Eppure è proprio la salute cagionevole della madre a imprimere una svolta decisiva nella sua vita: Molly e la famiglia trascorrono gli inverni nella villa di famiglia a Sanremo, chiamata Lincolnia, in ricordo della contea di origine. A Sanremo Molly frequenta il club culturale locale e durante un’escursione con il gruppo di amici naturalisti scopre casualmente resti umani nella Tana Bertrand. Inizia così ad occuparsi degli scavi archeologici della grotta, che continuano anche negli anni successivi. In questi anni vissuti tra Londra e la Liguria ottiene anche il diploma di ostetrica, nonostante la disapprovazione della madre. Intanto, nel 1908, durante un ballo, incontra il suo futuro marito, l’archeologo John Winter Crowfoot: capisce subito che è l’unico uomo che avrebbe mai voluto sposare.
Nel 1910 i coniugi Crowfoot si trasferiscono al Cairo, dove John viene nominato ispettore del Ministero dell’Educazione. Qui Molly si dedica alla fotografia, impara a usare la macchina fotografica per documentare le sue ricerche. Infatti nella sua prima pubblicazione, Some Desert Flowers, presenta le caratteristiche peculiari delle piante del deserto attraverso la fotografia. Nel corso della sua vita Grace Crowfoot riesce a pubblicare scritti relativi a tutti i suoi interessi, tra cui anche un articolo sulla tana Bertrand.
Grace segue il marito in Sudan nel 1916 e a Gerusalemme nel 1926; lo aiuta nel lavoro, compila i diari di scavo, ordina i materiali della ricerca, trasmettendo il suo entusiasmo ai colleghi.
Una passione nata in Inghilterra, che ha modo di svilupparsi più tardi durante i soggiorni in Egitto e in Sudan, è quella per il tessile. Crowfoot studia la tecnica tradizionale della tessitura e le rappresentazioni pittoriche sul tema. Unendo archeologia e antropologia, riesce quindi a dimostrare che le scene che raffigurano i telai all’interno delle piramidi sono simili ai telai usati quotidianamente in Sudan e presso i Beduini e che la tecnica di tessitura è rimasta la stessa nei secoli.
Emancipata dalla parte delle donne
Nella sua gioventù si distingue anche per il suo attivismo umanitario, per l’adesione al Socialismo Cristiano e la lotta per i diritti delle donne, con ricadute concrete soprattutto per la loro istruzione. È tra le prime iscritte al partito laburista e membro della Società delle Nazioni.
Grazie alla sua formazione, apre la prima scuola di ostetricia in Sudan, e con l’aiuto di due colleghe inglesi riesce a formare una generazione di infermiere dedite all’abbandono della pratica dell’infibulazione. Nei periodi in cui torna in Inghilterra, insegna alle bambine del villaggio a nuotare nel fiume, un’attività riservata prima solo ai maschi.
Anche in casa, Grace Crowfoot trasmette alle sue quattro figlie la passione e la libertà nel seguire le proprie aspirazioni: Dorothy ottiene il premio Nobel per la chimica nel 1964, Joan lavora all’Ashmolean Museum di Oxford, Elizabeth scrive la biografia della madre, Diana segue il marito archeologo in Canada.
Muore nel 1957, senza smettere di occuparsi di archeologia e tessitura.




